
IL BOSCO RIBELLE
C’era una volta… così iniziano tutte le fiabe, si sa…
Tanto tanto tempo fa, in questi luoghi viveva un gigantesco bosco che cresceva rigoglioso noncurante del tempo.
Le stagioni passavano eterne mentre il bosco nasceva dalla terra e vi moriva, rinnovandosi in lei, nel suo ciclo naturale.
Era felice semplicemente contemplando l’esistenza stessa.
La sua compagnia erano le foglie, gli insetti e gli uccelli, e gli altri esseri che abitavano con lui ed in lui.
Gli uomini da secoli e secoli lo rispettavano e ringraziandolo ne prelevavano i rami caduti per riscaldarsi e costruire dei ripari mentre si nutrivano con riconoscenza dei suoi frutti godendo della sua protezione.
I piccoli ed i grandi della terra vi si avvicinavano sempre con molta cura ed affetto sapendo che, come ogni spazio della natura, era abitato dalla magia e che la stessa magia ne permeava i luoghi e ne orchestrava il funzionamento.
Solo nei recenti secoli però l’uomo, lasciando nel proprio cuore troppo spazio all’intelletto e sempre meno ai sentimenti, nel tempo si fece convinto di essere il più intelligente di tutte le altre creature animate ed inanimate; per questo, poco alla volta, con un po’ di presunzione, credette che l’intero mondo fosse li, solo per lui.
Gradatamente l’uomo quindi lo trasformò sfruttandolo a suo piacimento; prima abbattendo i suoi alberi per allargare i campi e poi ancora per ricoprirlo di cemento dando spazio a case e fabbriche, non curandosi del fatto che stava sottraendo quasi tutti i suoi spazi, ma soprattutto l’uomo, lentamente, perse la capacità di sentire e riconoscerne il suo magico potere.
Senza magia però, lo sappiamo tutti, il mondo è decisamente più spoglio e triste ed è per questo motivo che nei pochi e piccoli luoghi dove ancora il bosco poteva sopravvivere nella sua forma, alcuni uomini, annebbiati dalla loro “non conoscenza”, dapprima lo dimenticarono e poi iniziarono addirittura a disprezzarlo, usandolo a volte come luogo comodo dove nascondere i propri rifiuti, e nelle nostre epoche purtroppo, usandolo perfino in modi molto piu’ elaborati e meschini dei quali solo i grandi sono capaci di fare, perchè in molti sono oramai dominati solo dal pensiero e dal bisogno illusorio di sentirsi potenti.
Ma il bosco, ancora vitale nella sua anima con la sua eterna saggezza, con pazienza attese, attese ed attese sapendo che la natura avrebbe fatto il suo corso e infatti, un giorno, la natura portò al suo interno uno dei suoi frutti più potenti.
Avvenne difatti che dei piccoli bambini che abitavano in una vicina cascina che era sorta nel suo intimo, mossi dalla loro naturale voglia di esplorare ed attratti dalla sua forza misteriosa, lo scoprirono.
Era oramai ridotto a pochi alberi ed il suo sottobosco era pieno di rifiuti, ma nonostante questo i bambini tutti i giorni, di nascosto dai propri genitori, perché sapevano che non li avrebbero compresi, lo andavano a trovare imparando a giocare a lungo dentro di lui come tutti gli esseri, loro antenati, che li avevano preceduti nel tempo rendendolo ancora felice e speranzoso.
Fu così che qualche adulto, rimasto ancora un po’ bambino, preoccupato per le lunghe assenze dei piccoli, venne finalmente accompagnato con fiducia dai bimbi a condividere la loro scoperta.
Venne anch’esso immediatamente richiamato dai propri ancestrali ricordi e, pervaso dalla natura, ne rimase istintivamente affascinato.
Egli raccolse molti amici e con essi aiutarono i piccoli a ripulirlo rimpinguandolo con antichi alberi locali.
L’adulto però, un poco intriso dalle sue paure, vi creò anche uno spazio che riteneva maggiormente sicuro ed accessibile a tutti inserendo tavoli e panchine e qualche gioco, credendo di lasciarlo per lo più intatto e libero nella sua natura, festeggiando con i bambini che vi giocavano tutti i giorni e compiacendosi per il lavoro fatto; ancora una volta credeva di essere lui l’artefice.
Il bosco da questo però iniziò a riflettere e memore della sua storia, con molta lungimiranza, decise di trovare un modo per spiegare a tutti che lui voleva essere solo quel che era; l’espressione libera della propria vita; generoso ospite, ma anche il padrone di casa.
E infatti un giorno che sembrava come gli altri, quando alcuni adulti passarono di lì, rimasero meravigliati… erano magicamente spariti tutti gli artefatti posizionati dall’uomo!
Alcuni si arrabbiarono, altri rimasero senza parole, ma solo i bambini compresero che era stato lui a fare quell’incantesimo.
Con una magia Il bosco aveva reso invisibile ai grandi tutto quello che non era “suo”.
Ripristinò così il suo ambiente con un dimostrativo atto di forza, rivendicando saggiamente la proprietà dei propri spazi ricordando così un poco di umiltà all’uomo che, seppur con maggior rispetto e pur avendo contribuito a restituirne dignità, sotto sotto, si sentiva ancora in diritto di usarlo a proprio piacimento.
Con questo l’uomo finalmente imparò la lezione; finamente grato ed ora nuovamente riconoscente al proprio saggio ed antico maestro
Ancora oggi, dopo moltissimo tempo, se passate da quelle parti, vicino alla Cascina Selva, il bosco è ancora lì, finalmente spontaneamente pulito e rispettato, pronto ad essere osservato dai bimbi e dai grandi che tuttora, in quell’incantesimo, strizzando un po’ gli occhi e restando in silenzio, ne ritrovano ancora i giochi e gli arredi invisibili.
Il vecchio eco delle loro risate e schiamazzi giocosi che nelle belle giornate ancora si odono misteriosamente nell’aria, fin anche al vicino paese di Cesate, sono i veri testimoni del suo reale valore.
Essi sono gli unici veri ospiti realmente consapevoli che il bosco gentilmente ringrazia, semplicemente crescendo rigoglioso e continuando, come sempre ha fatto, a dare protezione e pace agli esseri che abitano con lui ed in lui.
Questa è la vera storia del Bosco Ribelle, quella che secondo noi davvero conta.. il resto, quello che forse ci metteranno alcuni uomini, è solo pensiero senza anima e senza magia.
M.
9-4-25
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